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domenica 5 aprile 2015
Profesori din Maramures, Neamt, Caras Severin, Timis la Roma
15 tineri profesori
romani la Institutul Ladispoli 1, I C "Corrado Melone" si la I C Civitavecchia 2
Un gruppo di 15 professori romeni hanno visitato IC Ladispoli 1, IC C.Melone e I C Civitavecchia 2
http://www.baraondanews.it/c/73174/13174/15-giovani-professori-rumeni-all---ist.-comprensivo-ladispoli1.html
Le attività LCCR - Activitatile LCCR
Corespondent TVR International
Le attività LCCR - Activitatile LCCR
15 profesori romani din 8 scoli din Maramures, Caransebes, Neamt, Timis au
fost oaspeti la Institutul Scolar “Corrado Melone”, I. C. Ladispoli 1 si la
Institutul Scolar Civitavecchia 2.
minuto 42.50 – 50.22
domenica 2 marzo 2014
1 Martie – Ziua Mărțișorului
1 Marzo – La festa del Marzolino
La tradizionale festa che si celebra in Romania
all'inizio della primavera e corrispondente
alle Idi di marzo – 15
di marzo secondo l’antico calendario romano.
Il nome deriva dal diminutivo di
"Marzo" (in romeno Martie)
ed ha il significato di "piccolo" o "caro Marzo".
In genere,
in occasione, si regalano piccoli amuleti (Mărțișor) alle fidanzate,
mogli, figli, sorelle. Tali amuleti consistono in gioielli od oggetti decorati
(cuori, fiori, il bucaneve, il quadrifoglio, lo spazzacamino, il ferro di
cavallo, la coccinella) legati con un nastro armoniosamente intrecciato di filo
rosso e filo bianco.
Il
ciondolino è considerato una portafortuna è un simbolo d'amore, di buon augurio
e felicità.
Il filo
bianco rappresenta l’inverno appena trascorso ma anche la saggezza degli uomini
e il filo rosso è il simbolo della primavera che sta per iniziare, della
rinascita della vita ma anche l’amore della donna.
Le origini
della festa del marțișor non sono note esattamente, ma la sua presenza sia nel
popolo romeno sia nel bulgaro è considerata come substrato comune daco-trace,
anteriore alla romanizzazione dei romeni e alla slavizzazione degli bulgari.
Tante altre leggende popolari danno origini diverse e
piene di fantasia.
A Roma il
Marzisor è festeggiato ogni anno della Comunità di Sant’Egidio in Piazza San
Cosimato – Trastevere. Durante la festa ciascun partecipante o passante riceve
bellissimi e originali marzisor, appositamente confezionati e portati dalla
Romania, come portafortuna e un augurio di una primavera prospera.
1 Martie cãlãtor
Vǎ aduce un mãrţişor
Si pe firul lui subtire
Mult noroc şi iubire!
1 Marzo viaggiator
Vi pota un marzisor
E sul suo filo sottile
Tanta fortuna e amore!
martedì 14 gennaio 2014
15 Ianuarie 1850 - 15 Ianuarie 2014, La ceas de Aniversare
15 Gennaio 1850 - 15 Gennaio 2014, Anniversario
MIHAI EMINESCU

Eminescu Mihail. - Poeta romeno (Botoşani 1850 - Bucarest 1889).
La sua poesia attinge prevalentemente alle fonti popolari, in particolare religiose, della cultura romena, ma si è nutrita anche del romanticismo tedesco e francese, della filosofia di Kant e Schopenhauer. Essa costituisce una sorta di spartiacque tra la letteratura romantica e la moderna letteratura romena. Comprende lunghi poemi filosofici, improntati al pessimismo, elegie e idilli amorosi, che prendono talvolta il tono della romanza, roventi satire sociali e politiche, suggestive leggende epiche, canti alla natura e al bosco del suo paese, momenti storici del popolo romeno. Suo poema-capolavoro è Luceafărul (Espero,1883).
Di agiata famiglia rurale, ebbe un'adolescenza vagabonda. La rivista transilvana Familia gli pubblicò nel 1866 i primi versi, di fattura tradizionale, cambiando in Mihai Eminescu il vero nome del poeta, che era Mihail Eminovici. Da Vienna, dove il padre lo aveva inviato nel 1869 a completare gli studî, mandò poesie già mature a Convorbiri Literare, la maggiore rivista del tempo, e così entrò in rapporti col circolo "Junimea" e col suo influente animatore e maestro, Titu Maiorescu. Rientrato in patria si dovette adattare a fare il bibliotecario a Iaşi, l'ispettore scolastico e il giornalista. Le tare di famiglia, il durissimo lavoro, la vita disordinata, la forte contrastata passione per la poetessa Veronica Micle lo portarono ad ammalarsi e alla morte, all'età di 39 anni.
Oltre al poema Luceafărul ("Lucifero", 1883; trad. it. L'Astro, 1927) e alla considerevole produzione lirica, si ricordano le novelle Sărmanul Dionis ("Il povero Dionigi", 1872) e Cezara (1876), il poema Memento mori (post. 1903) e il romanzo Geniu pustiu ("Genio solitario", post. 1904; trad. it. 1989). In Romania si è conclusa nel 1989 la monumentale pubblicazione (16 voll.) dell'opera di E., cominciata dal Perpessicius nel 1939.
Che ondeggi
-Che ondeggi, mio bosco,
Senza piogge, senza venti,
Tutti i rami a terra spenti?
-Perchè mai non ondeggiare
Se il mio tempo scade!
Scema il giorno, il buio sale,
Le mie foglie si fan rade.
Soffia il vento tra le fronde-
I cantor me li disperde;
Da un lato s'egli batte-
Vien l'inverno, va l'estate.
Come non chinare il ramo,
Se gli ucceli se ne vanno!
Sopra i miei ramoscelli
Passan rondini a stuoli,
Sulle ali i miei pensieri,
La mia sorte, i miei giorni.
Se ne vanno a schiera a schiera,
Gli orizzonti annera,
Se ne vanno come istanti,
Dimenando le lor ali,
E mi lascian derelitto,
Appassito, svigorito,
Solo solo con l'affanno,
Unico mio compagno!
Ce te legeni?...
- Ce te legeni, codrule,
Fără ploaie, fără vânt,
Cu crengile la pământ?
- De ce nu m-aş legăna,
Dacă trece vremea mea!
Ziua scade, noaptea creşte
Şi frunzişul mi-l răreşte.
Bate vântul frunza-n dungă -
Cântăreţii mi-i alungă;
Bate vântul dintr-o parte -
Iarna-i ici, vara-i departe.
Şi de ce să nu mă plec,
Dacă păsările trec!
Peste vârf de rămurele
Trec în stoluri rândurele,
Ducând gândurile mele
Şi norocul meu cu ele.
Şi se duc pe rând, pe rând,
Zarea lumii-ntunecând,
Şi se duc ca clipele,
Scuturând aripele,
Şi mă lasă pustiit,
Vestejit şi amorţit
Şi cu doru-mi singurel,
De mă-ngân numaï cu el!
15 Gennaio 1850 - 15 Gennaio 2014, Anniversario
MIHAI EMINESCU

- 15 Ianuarie - Ziua Culturii Nationale (Legea nr. 238/2010)
- 15 Gennaio - La Giornata della Cultura Nazionale Romena (La Legge nr. 238/2010)
Eminescu Mihail. -
La sua poesia attinge prevalentemente alle fonti popolari, in particolare religiose, della cultura romena, ma si è nutrita anche del romanticismo tedesco e francese, della filosofia di Kant e Schopenhauer. Essa costituisce una sorta di spartiacque tra la letteratura romantica e la moderna letteratura romena. Comprende lunghi poemi filosofici, improntati al pessimismo, elegie e idilli amorosi, che prendono talvolta il tono della romanza, roventi satire sociali e politiche, suggestive leggende epiche, canti alla natura e al bosco del suo paese, momenti storici del popolo romeno. Suo poema-capolavoro è Luceafărul (Espero,1883).
Di agiata famiglia rurale, ebbe un'adolescenza vagabonda. La rivista transilvana Familia gli pubblicò nel 1866 i primi versi, di fattura tradizionale, cambiando in Mihai Eminescu il vero nome del poeta, che era Mihail Eminovici. Da Vienna, dove il padre lo aveva inviato nel 1869 a completare gli studî, mandò poesie già mature a Convorbiri Literare, la maggiore rivista del tempo, e così entrò in rapporti col circolo "Junimea" e col suo influente animatore e maestro, Titu Maiorescu. Rientrato in patria si dovette adattare a fare il bibliotecario a Iaşi, l'ispettore scolastico e il giornalista. Le tare di famiglia, il durissimo lavoro, la vita disordinata, la forte contrastata passione per la poetessa Veronica Micle lo portarono ad ammalarsi e alla morte, all'età di 39 anni.
Oltre al poema Luceafărul ("Lucifero", 1883; trad. it. L'Astro, 1927) e alla considerevole produzione lirica, si ricordano le novelle Sărmanul Dionis ("Il povero Dionigi", 1872) e Cezara (1876), il poema Memento mori (post. 1903) e il romanzo Geniu pustiu ("Genio solitario", post. 1904; trad. it. 1989). In Romania si è conclusa nel 1989 la monumentale pubblicazione (16 voll.) dell'opera di E., cominciata dal Perpessicius nel 1939.
-Che ondeggi, mio bosco,
Senza piogge, senza venti,
Tutti i rami a terra spenti?
-Perchè mai non ondeggiare
Se il mio tempo scade!
Scema il giorno, il buio sale,
Le mie foglie si fan rade.
Soffia il vento tra le fronde-
I cantor me li disperde;
Da un lato s'egli batte-
Vien l'inverno, va l'estate.
Come non chinare il ramo,
Se gli ucceli se ne vanno!
Sopra i miei ramoscelli
Passan rondini a stuoli,
Sulle ali i miei pensieri,
La mia sorte, i miei giorni.
Se ne vanno a schiera a schiera,
Gli orizzonti annera,
Se ne vanno come istanti,
Dimenando le lor ali,
E mi lascian derelitto,
Appassito, svigorito,
Solo solo con l'affanno,
Unico mio compagno!
Ce te legeni?...
- Ce te legeni, codrule,
Fără ploaie, fără vânt,
Cu crengile la pământ?
- De ce nu m-aş legăna,
Dacă trece vremea mea!
Ziua scade, noaptea creşte
Şi frunzişul mi-l răreşte.
Bate vântul frunza-n dungă -
Cântăreţii mi-i alungă;
Bate vântul dintr-o parte -
Iarna-i ici, vara-i departe.
Şi de ce să nu mă plec,
Dacă păsările trec!
Peste vârf de rămurele
Trec în stoluri rândurele,
Ducând gândurile mele
Şi norocul meu cu ele.
Şi se duc pe rând, pe rând,
Zarea lumii-ntunecând,
Şi se duc ca clipele,
Scuturând aripele,
Şi mă lasă pustiit,
Vestejit şi amorţit
Şi cu doru-mi singurel,
De mă-ngân numaï cu el!
giovedì 14 novembre 2013
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