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martedì 14 gennaio 2014

15 Ianuarie 1850 - 15 Ianuarie 2014, La ceas de Aniversare
15 Gennaio 1850 - 15 Gennaio 2014, Anniversario
                                 MIHAI  EMINESCU



  • 15 Ianuarie - Ziua Culturii Nationale (Legea nr. 238/2010)
  • 15 Gennaio - La Giornata della Cultura Nazionale Romena (La Legge nr. 238/2010)


Eminescu Mihail. - Poeta romeno (Botoşani 1850 - Bucarest 1889).
 La sua poesia attinge prevalentemente alle fonti popolari, in particolare religiose, della cultura romena, ma si è nutrita anche del romanticismo tedesco e francese, della filosofia di Kant e Schopenhauer. Essa costituisce una sorta di spartiacque tra la letteratura romantica e la moderna letteratura romena. Comprende lunghi poemi filosofici, improntati al pessimismo, elegie e idilli amorosi, che prendono talvolta il tono della romanza, roventi satire sociali e politiche, suggestive leggende epiche, canti alla natura e al bosco del suo paese, momenti storici del popolo romeno. Suo poema-capolavoro è Luceafărul (Espero,1883).
            Di agiata famiglia rurale, ebbe un'adolescenza vagabonda. La rivista transilvana Familia gli pubblicò nel 1866 i primi versi, di fattura tradizionale, cambiando in Mihai Eminescu il vero nome del poeta, che era Mihail Eminovici. Da Vienna, dove il padre lo aveva inviato nel 1869 a completare gli studî, mandò poesie già mature a Convorbiri Literare, la maggiore rivista del tempo, e così entrò in rapporti col circolo "Junimea" e col suo influente animatore e maestro, Titu Maiorescu. Rientrato in patria si dovette adattare a fare il bibliotecario a Iaşi, l'ispettore scolastico e il giornalista. Le tare di famiglia, il durissimo lavoro, la vita disordinata, la forte contrastata passione per la poetessa Veronica Micle lo portarono ad ammalarsi e alla morte, all'età di 39 anni.
         Oltre al poema Luceafărul ("Lucifero", 1883; trad. it. L'Astro, 1927) e alla considerevole produzione lirica, si ricordano le novelle Sărmanul Dionis ("Il povero Dionigi", 1872) e Cezara (1876), il poema Memento mori (post. 1903) e il romanzo Geniu pustiu ("Genio solitario", post. 1904; trad. it. 1989). In Romania si è conclusa nel 1989 la monumentale pubblicazione (16 voll.) dell'opera di E., cominciata dal Perpessicius nel 1939.
Che ondeggi

-Che ondeggi, mio bosco,
Senza piogge, senza venti,
Tutti i rami a terra spenti?
-Perchè mai non ondeggiare
Se il mio tempo scade!
Scema il giorno, il buio sale,
Le mie foglie si fan rade.
Soffia il vento tra le fronde-
I cantor me li disperde;
Da un lato s'egli batte-
Vien l'inverno, va l'estate.
Come non chinare il ramo,
Se gli ucceli se ne vanno!
Sopra i miei ramoscelli
Passan rondini a stuoli,
Sulle ali i miei pensieri,
La mia sorte, i miei giorni.
Se ne vanno a schiera a schiera,
Gli orizzonti annera,
Se ne vanno come istanti,
Dimenando le lor ali,
E mi lascian derelitto,
Appassito, svigorito,
Solo solo con l'affanno,
Unico mio compagno!

 Ce te legeni?...

- Ce te legeni, codrule,
Fără ploaie, fără vânt,
Cu crengile la pământ?
- De ce nu m-aş legăna,
Dacă trece vremea mea!
Ziua scade, noaptea creşte
Şi frunzişul mi-l răreşte.
Bate vântul frunza-n dungă -
Cântăreţii mi-i alungă;
Bate vântul dintr-o parte -
Iarna-i ici, vara-i departe.
Şi de ce să nu mă plec,
Dacă păsările trec!
Peste vârf de rămurele
Trec în stoluri rândurele,
Ducând gândurile mele
Şi norocul meu cu ele.
Şi se duc pe rând, pe rând,
Zarea lumii-ntunecând,
Şi se duc ca clipele,
Scuturând aripele,
Şi mă lasă pustiit,
Vestejit şi amorţit
Şi cu doru-mi singurel,
De mă-ngân numaï cu el!

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